30 Maggio, 2025
La valorizzazione della storia locale (seconda parte)
LA VALORIZZAZIONE DELL’ESPERIENZA MIGRATORIA: I MUSEI e LA RISCOPERA DEL CONTRIBUTO DELLA CULTURA LOCALE ALLA CULTURA “ALTA”
In molte località esistono inoltre dei “musei”, di dimensione diversa, talvolta anche privati, dedicati al tema dell’emigrazione e spesso sostenuti dalle autorità locali e provinciali. Il più grande si trova a Qingtian (青田); esistono oramai molti studi sulla emigrazione da Qingtian, in particolare una “Storia dei cinesi d’oltremare di Qingtian”(青团华侨史); l’Università di Wenzhou è specializzata nello studio del fenomeno migratorio, oltre a organizzare molte iniziative, anche on line, di insegnamento del cinese per i figli di immigrati, a offrire loro occasioni di studio e di soggiorno, compresi campus estivi, e mantenere forti legami con le “scuole di eredità” – istituzioni presenti all’estero per il mantenimento della lingua d’origine, più o meno correttamente formalizzate e spesso denominate “associazioni” piuttosto che “scuole”. Non sostituiscono, ovviamente, il percorso di istruzione obbligatorio previsto nei paesi di emigrazione.







Il contributo degli emigrati all’economia locale è peraltro visibile anche nello sviluppo di alcune città, in particolare di Qingtian. A Yuhu, come abbiamo visto, un emigarto ha finanziato la cosrtuzione di un ponte in memoria del padre. A Qingtian le rimesse dall’estero sono servite anche per il recupero delle vecchie mura delle città e hanno favorito un grande sviluppo urbano. Di seguito alcune immagini…



Immagine delle vecchie mura della città di Qingtian



La valorizzazione del territorio passa anche per il recupero e la “turisticizzazione” di elementi della cultura tradizionale, compresa la riscoperta di personaggi gloriosi che hanno i natali nel territorio. Questo fenomeno porta con sé i rischi di una “disneylizzazione” culturale, ma certamente promuove il turismo. In questa area, in ogni caso, esso è agli inizi.
Qui, con una installazione luminosa inaugurata per il Capodanno del 2024, si celebra la figura di Liu Ji刘基(1311-1375),il cui nome pubblico o di cortesia era Bowen 伯温 e che era anche chiamato Liu Qingtian, in onore della zona dalla quale proveniva. Fu una figura di grande rilievo nel processo che portò alla riconquista del potere da parte di una dinastia cinese, quella Ming, dopo l’intermezzo mongolo e fu anche letterato di talento, convinto della funzione essenziale della poesia nell’educazione e assertore della necessità di un ritorno a uno stile poetico asciutto, sobrio e privo di abbellimenti e orpelli inutili che mascherassero la mancanza di contenuti. La sua abitazione è stata individuata nei pressi di Wuyang, dove, come abbiamo visto, sta sorgendo un complesso ispirato all’idea dell’”agriturismo”.





SI EMIGRA SOPRATTUTTO …PER BISOGNO
La zona di Qingtian era famosa in tutto il paese per una pietra pregiata e famosa, le cui cave si sono oramai esaurite e il mestiere la popolazione locale affiancava l’attività agricola a quella di cavatori e lavoratori della pietra.
Era un’attività dura e i proventi erano molto limitati. La povertà è testimoniata dalla riproduzione di alcune delle foto riprese nel Museo del piccolo villaggio di Longxian, nel distretto di Fang Shan (龙现,方山县), dalle immagini di vita quotidiana, a quelle delle abitazioni, oggi in alcuni casi recuperate con funzione turistica. Anche questa piccola località, infatti, cerca di inventarsi una nuova vocazione come luogo della memoria storica degli emigrati. Nel villaggio, oggi di fatto vuoto, è riassunta l’anima profonda di quasi tutti i percorsi migratori: la fuga dalla povertà, la speranza di una vita migliore, la nostalgia. Vi sono oggi in loco alcune abitazioni in stile “occidentale”, costruite dagli emigrati che hanno fatto un po’ di fortuna e che hanno voluto costruirsi la casa nel luogo natale, in previsione di ritornare in vecchiaia nella propria terra. Queste case, però, sono per la maggioranza vuote. La gente del posto, tuttavia, racconta che i proprietari non vogliono venderle o affittarle, proprio perché sopravvive, soprattutto tra le prime generazioni di emigrati, il sogno del ritorno. Qui, su molte delle case oggi recuperate, è stata apposta una targa che evidenzia i percorsi migratori delle famiglie. Sono tra le fotografie che trovate qui di seguito:



Le famiglie sparse per il mondo e le targhe sulle case:






La vita contadina negli anni Settanta, dalle cucine alla bacinella per l’igiene ai giochi dei bimbi, agli oggetti “decorativi” e ai poster che decoravano le pareti (qui il manifesto è del periodo della Rivoluzione Culturale 1966-176 e fa riferimento allo spostamento volontario dei giovani nelle campagne nei primi anni Settanta): queste sono immagini da un piccolo museo di Longxian. Forse le case erano più piccole e meno accoglienti e le condizioni igieniche erano più precarie…

















Particolari dell’abitazione…



Nella casa museo degli Wu sono presenti anche le foto di alcuni emigrati in Europa che, nel 1938, dalla Francia si spostarono in Spagna per partecipare come volontari delle brigate internazionali nella guerra civile contro il franchismo. Questo signore, Yang Chunrong, tornerà con altri tre compagni in Francia e da Marsiglia si imbarcherà per la Cina, dove parteciperà alla guerra di resistenza contro il Giappone.


In basso, una casa recuperata a scopo turistico. Oggi ospita un ristorante…



