01
Tianyuan difang 天圆地方
02
Geografie cinesi
03
Geografie della memoria
04
Materiali e risultati
01

Tianyuan difang 天圆地方

La sezione contiene le foto scattate dagli studenti di lingua cinese dell'Università degli Studi di Torino in occasione del laboratorio fotografico tenuto della prof.ssa Yan Preston "Yangtze The mythical mother river"  di dicembre 2023 (sezione eventi). Gli studenti hanno esplorato il panorama urbano torinese  alla ricerca di  motivi decorativi caratterizzati dalla presenza di un cerchio inscritto in un quadrato, riconducibili al concetto cinese "tianyuan difang 天圆地方 (Il cielo è tondo, la terra quadrata)" Le immagini sono accompagnate da riflessioni, scritte degli stessi autori delle foto, sull’incontro tra la cultura estetica orientale e l’architettura di Torino, e sulla possibilità di adottare nuove prospettive sulla presenza cinese in città e sul dialogo tra le culture.

VASO CON PIANTA, Arianna Minutolo

L’ultima immagine trasmette un concetto simile, con la pianta che emerge dal vaso circolare e si protende verso il cielo. Nell’antica tradizione cinese, si credeva che il cielo fosse come una cupola che sovrastava la terra quadrata. Questo principio è radicato nella filosofia tradizionale cinese nota come Tian yuan di fang (天圆地方). Secondo la teoria dello Yin e Yang, all’inizio l’universo era un’entità caotica chiamata Taiji (太极), considerata la fonte di tutte le cose in alcune interpretazioni della mitologia cinese. Prima che la terra fosse separata dal cielo, l’universo era un'enorme massa indistinta, simile a un grande uovo. Successivamente, Taiji si evolse in Liang Yi (两仪, due forze complementari), dando origine alla separazione tra cielo e terra.
Originariamente concepiti come distinti, cielo e terra qui sembrano fondersi. La pianta, simbolo della terra, allunga i suoi rami verso il cielo, creando un'armonia tra i due elementi. Questa rappresentazione simboleggia l’equilibrio e l’interconnessione di tutte le cose nell’universo, riflettendo l’antica convinzione secondo cui cielo e terra non sono entità separate, bensì forze complementari che operano insieme. La pianta che si protende verso l’alto rappresenta l’aspirazione a connettersi con il divino e a raggiungere sfere spirituali superiori, mentre il vaso circolare incarna l’unità e l’integrazione tra il mondo fisico (terra) e quello spirituale (cielo)

02

Geografie cinesi

La sezione contiene le foto scattate dagli studenti di lingua cinese dell'Università degli Studi di Torino nella primavera 2024, in seguito all'incontro dal titolo "La Cina dei cinesi. La Cina dei ricordi", tenuto dalle prof.sse Stefania Stafutti e Tanina Zappone (sezione eventi). Agli studenti è stato chiesto di intercettare la presenza cinese sul territorio della città di Torino e di scattare delle immagini. Le foto sono accompagnate da riflessioni, scritte degli stessi autori delle foto, sulla propria percezione della presenza cinese in città e su come questa dialoghi, in modo più o meno esplicito, con la loro realtà quotidiana. La costruzione di questo “itinerario fotografico” ha costituito un punto di partenza per una riflessione volta anche a pensare queste modalità di lavoro come strumenti didattici utili per la comprensione e lo studio della lingua e della cultura cinese. Inoltre l'attività ha inteso stimolare negli studenti la consapevolezza di quanto del mondo che studiano sia presente nel “loro” mondo; tale consapevolezza dovrebbe essere indirizzata a favorire la loro interazione con le comunità, facendone degli agenti di un processo di inter-acculturazione; in questo modo il progetto diventa anche esercizio utile a migliorare le dinamiche di integrazione delle comunità sul territorio. Infine l'attività ha mirato a stimolare gli studenti a individuare momenti di contatto e/o di contraddizione tra quanto appreso attraverso la didattica tradizionale o attraverso fonti diverse sul mondo culturale cinese e quanto esperito attraverso la “geografia per immagini” da loro realizzata.

Fotografia di un manufatto cinese, Piazza Vittorio Veneto, Giulia Valtieri

La presenza cinese può essere individuata ovunque , sia in termini geografici che socio-culturali. Molte città italiane, e in questo caso specifico Torino, infatti, vantano un patrimonio culturale cinese, costituito da oggetti portati in Italia dagli stessi migranti cinesi. Tuttavia, alcuni oggetti e beni sono stati e sono ancora portati a Torino da collezionisti occidentali.
La serie di fotografie scattate in Piazza Vittorio Veneto, una delle piazze più grandi e conosciute della città, il 3 dicembre 2022 è un esempio di quest'ultima tendenza. Le foto ritraggono una fiera dell'antiquariato che presenta vari oggetti con chiare radici o influenze cinesi e mostrano quanto questi tipi di beni siano stati apprezzati in una città europea come Torino, con un importante background storico, culturale e artistico.
Statue con tratti somatici orientali, ceramiche con ninfee, quadri incorniciati che ritraggono figure cinesi e vecchi documenti con caratteri cinesi sono solo alcuni esempi della presenza della Cina nelle arti apprezzate in Italia. Queste immagini, che si mescolano a quelle occidentali negli stessi stand, mostrano quanto il mondo cinese e quello italiano siano interconnessi, diversamente da quanto ritengono alcuni che li considerano completamente separati.

Il carattere 福 - felicità, buona fortuna, Marta Rolando

Nei giorni del Capodanno cinese, nel 2023, era possibile vedere un’installazione riguardante la parola fu 福 (buona fortuna) nei giardini della Reggia di Venaria (Torino). Si tratta di un’opera creata dai paesaggisti della Reggia in collaborazione con l'Istituto Confucio di Torino e l'Università di Torino. Non è l'unico lavoro artistico presente in questo luogo. Nella foto è visibile anche un'installazione di Hilario Isola che rappresenta un’ape che vaga tra piante e cespugli.
L'opera contenente la parola fu era composta da foglie rosse e piccoli fiori attaccati a una griglia, con alcuni tronchi di bambù verdi attorno. Questi ultimi sembravano dare una sorta di cornice alla griglia e al carattere cinese, come se fossero un'opera d'arte raffigurante foglie e fiori in armonia con la vegetazione circostante.
Il collegamento con la cultura cinese era evidente poiché un elemento cinese (il carattere 福) era inserito in un paesaggio italiano, quello di una residenza sabauda.
Fu in cinese significa "felicità, buona fortuna" ed è un termine frequentemente utilizzato durante le celebrazioni del Capodanno cinese in molte decorazioni e auguri.
Non è difficile vedere questo carattere rovesciato. La ragione è che in cinese “daofu 倒福 (rovesciare la felicità)” suona simile a “daofu 到福 (la felicità è arrivata)”. La scelta del colore rosso non è casuale. Il rosso è predominante durante il Capodanno cinese. Anche in Italia, il rosso può essere collegato al Capodanno, ad esempio indossare qualcosa di rosso si dice porterà buona fortuna nell'anno che sta per iniziare.
Un altro aspetto importante dell'installazione è il colore dei tronchi, verde. Oltre a creare un senso di connessione tra l'opera e l'ambiente circostante, nella cultura cinese il verde è simbolo di natura, vegetazione lussureggiante e giovinezza.
L'opera fu non richiama solo le decorazioni che si possono vedere sulle porte delle case cinesi durante il Chunjie, ma ci dice anche altro: un nuovo anno, ma anche un nuovo giorno, può rappresentare rinascita e nuova giovinezza, così come una buona opportunità per essere felici e cercare di raggiungere e vivere una vita felice e fortunata.

Carnevale di Ivrea e Capodanno Cinese, Marta Rolando

“看到这么多人的真实面孔将是最有趣的嘉年节” è la traduzione dell’ultima parte della poesia “Scherzi di Carnevale” di Gianni Rodari, in cui l'autore afferma che il Carnevale sarebbe più divertente se potessimo vedere il volto reale di tutti (“e sarebbe il Carnevale più divertente vedere la faccia vera di tanta gente”).
La decorazione del balcone nella foto è stata creata dal gruppo Alfieri, che dalla seconda metà degli anni '90 cura il Carnevale Storico di Ivrea. Il tema scelto dall'associazione per celebrare l'edizione 2024 del Carnevale è stato l'Anno del Drago Cinese.
Una possibile ragione per questa scelta potrebbe essere la volontà di rappresentare la forza e il coraggio tipici sia del drago che delle persone che partecipano al Carnevale di Ivrea, un evento piuttosto particolare.
Un altro punto in comune tra il Carnevale di Ivrea e il Capodanno Cinese è che entrambi rappresentano occasioni importanti.
Il Carnevale locale è significativo per il popolo di Ivrea, forse in modo simile al Chunjie cinese, che è un momento chiave per i cinesi.
È interessante notare che nel 2024 questi due eventi si svolgeranno quasi negli stessi giorni.
Qui il riferimento alla cultura cinese è evidente perché è utilizzato uno dei suoi simboli, il drago (che nell'antica Cina imperiale rappresentava l'Imperatore).
Si dice che l'Anno del Drago sia un periodo di fortuna e potere, specialmente per le persone nate in quell'anno.
Il legame con la cultura cinese si può vedere nei colori: rosso e oro. Il rosso è un colore utilizzato frequentemente per rappresentaare felicità, fortuna ed energia, ed è probabilmente il colore principale per le decorazioni nelle case durante le celebrazioni del Capodanno Cinese. L'oro spesso si abbina al rosso in questa occasione.
In questa foto possiamo vedere culture diverse inviare un messaggio che sembra essere lo stesso: desidero che tu sia felice, fortunato, potente, sicuro e coraggioso ogni giorno della tua vita.

03

Geografie della memoria

La sezione contiene due interviste e un questionario realizzati con la collaborazione degli studenti dell'Università degli Studi di Torino e della comunità cinese di Torino. L'attività ha avuto l'obiettivo di guidare gli studenti nel confronto tra la Cina ai loro occhi e quella della “memoria” conservata all’interno della comunità locale. La prima intervista, a cura di Gioia Wang e accompagnata da due video originali, coinvolge sua madre e si propone di esplorare i sentimenti di orgoglio e nostalgia vissuti da un membro della comunità cinese a Torino. La seconda intervista, realizzata da Arianna Minutolo, si configura come uno scambio tra pari: un dialogo aperto tra Arianna, studentessa italiana con un’esperienza di studio in Cina, e la sua amica Cora, studentessa cinese residente a Torino. L’intervista mette a confronto opinioni e impressioni sulle rispettive esperienze di vita all’estero.